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Per un’acqua davvero salubre: alcune considerazioni e alcune proposte per ognuno di noi e per le amministrazioni nell’Alto Lazio

Per un’acqua davvero salubre: alcune considerazioni e alcune proposte per ognuno di noi e per le amministrazioni nell’Alto Lazio

Premessa

L’attuale crisi climatica sta accentuando drammaticamente anche la sempre minore disponibilità di acqua dolce.

Nel mondo oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e questo compromette fortemente il loro stato di salute in termini di malattia e morte e segna in modo violento e autoritario i rapporti sociali, economici e geopolitici.

L’acqua pulita e salubre è una condizione fondamentale per la salute perché noi siamo l’acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei quali essa è costituente preponderante.

Siamo anche l’acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perché, in forma liquida, gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e persistere.

L’assunzione di acqua contaminata rappresenta quindi un innegabile rischio per la salute di tutti e a maggior ragione per la salute dei bambini e specialmente nel periodo gestazionale a causa di sostanze che possono essere in essa contenute come i pesticidi, i metalli pesanti ad esempio l’Arsenico, microrganismi patogeni, tossine, PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), farmaci, microplastiche e sempre nuovi e ancora sconosciuti microinquinanti chimici ed organici.

La disponibilità di acqua dolce si va riducendo e cresce nel mondo e in Italia il fenomeno della siccità è dunque necessario ed urgente risparmiare, tutelare e proteggere questa preziosa e insostituibile matrice di vita a partire anche da un impegno personale oltre che collettivo e prima ancora Istituzionale.

 

Alcuni semplici consigli che tutti possiamo mettere in pratica per usare, risparmiare e trattare meglio l’acqua:

  • Scegli l’acqua del rubinetto invece che quella in bottiglia (se non sono presenti specifiche problematiche di contaminazione ed inquinamento territoriale delle fonti di approvvigionamento) e meglio se in bottiglie di vetro, quando proprio non se ne può fare a meno;
  • Informati presso il tuo Comune di residenza circa le qualità di idropotabilità delle acque erogate nel territorio e nell’acquedotto comunale;
  • Preferisci l’utilizzo di una doccia veloce al bagno in vasca e chiudi il rubinetto dell’acqua mentre lavi i denti o fai la barba. Utilizza lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico e con consapevolezza circa i quantitativi di acqua e detersivo impiegati;
  • Prendi l’abitudine di utilizzare un solo piatto per il primo e secondo pasto;
  • Riutilizza l’acqua del lavaggio delle verdure, della frutta o della cottura della pasta per innaffiare le piante;
  • Utilizza prodotti naturali per la pulizia della casa come ad esempio aceto e bicarbonato di sodio;
  • Se devi ristrutturare una casa o costruirne una nuova fai progettare sistemi di raccolta dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione e i servizi igienici;
  • Riduci l’acquisto di capi di abbigliamento (c’è bisogno di molta acqua sia per la loro produzione che per il loro successivo smaltimento);
  • Evita di lavare spesso l’auto e quando lo fai evita il lavaggio meccanico con rulli;
  • Preferisci l’irrigazione a goccia per orti e giardini e sempre nelle ore meno calde;
  • Riduci l’utilizzo della plastica, in particolare quella monouso e per il confezionamento di alimenti ovvero le plastiche usate per il packing (le microplastiche e le nanoplastiche sono tra i nuovi contaminanti ambientali e contaminando l’acqua di conseguenza contaminano l’intera catena alimentare);
  • Sostituisci nelle attività conviviali l’uso di posate, piatti, bicchieri, bicchierini e palette in plastica con prodotti in vetro, ceramica o biocompostabili;
  • Sostieni iniziative, progetti ed azioni per ridurre la cementificazione dei territori, la produzione energetica da combustibili fossili, modalità di viaggio altamente inquinanti- trasporto su gomma, aereo e meganavi da crociera- l’uso di pesticidi e diserbanti chimici nei giardini pubblici e in agricoltura e per favorire e ampliare l’estensione del patrimonio boschivo;
  • Orientati verso una dieta con il minor apporto di carne e preferisci l’acquisto di prodotti locali, di stagione da agricoltura e zootecnia biologiche;
  • Impegnati per far crescere consapevolezza e responsabilità circa la tutela e il risparmio di questa preziosa ed unica risorsa che è, e deve restare, un bene comune.

 

Le proposte per l’Alto Lazio e in particolare per il territorio viterbese:

  • Ammodernamento/sostituzione rete idrica territoriale (quella attuale perde quasi il 50% dell’acqua captata).
  • Tutelare i laghi di Bolsena, Bracciano e Vico con interventi tesi a preservare i loro ecosistemi e l’idropotabilità delle loro acque.
  • Recuperare l’acqua piovana, attraverso anche la costruzione di una rete di piccoli e diffusi invasi.
  • Incentivare nei territori agricoli la più efficiente e moderna irrigazione a goccia rispetto alle attuali e contenimento delle espansioni delle monocolture ad alta richiesta di acqua come ad esempio quella del nocciolo.
  • Implementare l’attuale e originario patrimonio arboreo che contribuisce in modo fondamentale alla conservazione e produzione di acqua nonché alla buona qualità dell’aria e al benessere psicofisico delle persone.
  • Riciclare sempre e in modo corretto le acque reflue, con opportuni trattamenti prima della loro reimmissione in ambiente.
  • Dearsenificare in modo efficiente e costante, con un corretto funzionamento degli impianti di dearsenificazione, le acque ad uso potabile, per riportare almeno nei limiti di legge il parametro Arsenico- elemento tossico e cancerogeno- e il Fluoro.
  • Ricercare e valorizzare in loco di falde acquifere con minore o assenza di concentrazione di Arsenico.
  • Respingere progetti di grandi opere – come quello di far arrivare le acque da lontano, nella fattispecie dall’acquedotto reatino del Peschiera.
  • Misurare i livelli di radioattività nelle acque dell’Alto Lazio, data la struttura geologica vulcanica.
  • Opporsi al progetto che individua ben 22 siti per lo stoccaggio di scorie radioattive a bassa, media ed alta intensità nella provincia di Viterbo.
  • Evitare l’ampliamento e la realizzazione di nuovi allevamenti animali intensivi, in particolare di quelli avicoli- già numerosi nell’area viterbese-, per il documentato impatto negativo sull’acqua, l’aria, il suolo e la salute anche per il rischio di influenza aviaria.
  • Fermare la cementificazione dei territori e la servitù energetica dei terreni ad uso agricolo per preservarne anche il valore dal punto di vista storico e paesaggistico.
  • Rinunciare alla produzione energetica da combustibili fossili ed impegnarsi per lo spegnimento della centrale a carbone di Civitavecchia che riversa i suoi fumi dannosi anche nel viterbese contaminando così aria, acque e suoli.

Antonella Litta referente Istituto Medici per L’ambiente,

membro del Comitato Scientifico del BDLB