Biodiversità, risorse naturali, paesaggio e patrimonio

Il comprensorio di area vasta nel quale è incluso il Biodistretto rappresenta un territorio ancora piuttosto integro dal punto di vista ambientale, dove la storia ha lasciato profonde tracce, caratterizzato dalla presenza di aree di forte interesse naturalistico, la cui significatività è stata ed è tuttora sottolineata da molti autori.

Elemento centrale di tale territorio è costituito dal Lago di Bolsena, l’unico lago di dimensioni medio-grandi del Lazio dove è consentita la navigazione da diporto a motore (senza nessun limite di potenza) e il solo a non essere riconosciuto come area protetta (Riserva Naturale o Parco). Una mancata tutela dovuta ad un atteggiamento culturale più ampio che ha caratterizzato il territorio viterbese, dove risulta protetto solo il 4,76% della superficie provinciale (la percentuale più bassa tra le province del Lazio) a fronte di una media regionale di territorio protetto del 13,64% (dati aggiornati al 2021). Le uniche norme di tutela naturalistico-ambientale vigenti all’interno dell’area del Biodistretto derivano dalle Direttive comunitarie denominate Habitat ed Uccelli, che hanno reso cogente il concetto di “Rete Ecologica” e portato alla designazione di diversi siti della cosiddetta Rete Natura 2000: Zone di Protezione Speciale (ZPS), a tutela degli Uccelli, e Zone Speciali di Conservazione (ZSC, ex SIC), a tutela di habitat vegetali naturali e di specie animali.

Nel comprensorio di area vasta del Biodistretto Lago di Bolsena sono presenti 19 siti Natura 2000 di cui 6 ricadenti interamente o parzialmente all’interno
del bacino idrogeografico e idrogeologico del lago di Bolsena. I valori naturalistici insieme a quelli storico-culturali, paesaggistici e umani (legati all’agricoltura e alla pesca professionale), sono proprietà costitutive del territorio e dell’identità culturale delle Comunità che ci vivono e come tali “risorsa” da difendere e valorizzare in modo attento e durevole.

Una delle principali difficoltà per mettere in pratica un’azione di governo coerente ed unitaria, realmente attenta al rispetto ed alla valorizzazione dell’identità culturale di questo territorio, è stata l’assenza di un’unica “cabina di regia” che potesse formulare indirizzi e compiere con efficacia le scelte. Attorno al lago sono presenti 7 Comuni oltre a diversi altri Enti che hanno competenze di gestione su questo territorio e che generalmente agiscono indipendentemente l’uno dall’altro, con visioni settoriali e a volte personalistiche, scarsamente armoniche. 

Ma il lago è un “unicum” dal punto di vista ecologico-funzionale e culturale e necessita di visioni complesse e condivise. Se poi si allarga lo sguardo a tutto il territorio dell’Alta Tuscia, la cosiddetta Etruria meridionale interna, con la rete di acquiferi vulcanici, le connessioni culturali della civiltà del tufo, l’eredità etrusca, i tesori dell’antico Ducato di Castro, si comprende come il Biodistretto Lago di Bolsena possa davvero rappresentare, per la prima volta, una risposta alla necessità di una gestione condivisa e multifunzionale del territorio, per la tutela e la valorizzazione di biodiversità, paesaggio, risorse naturali e culturali.

Tutti possono far parte del Biodistretto