energie rinnovabili
Il passaggio dall’utilizzo di fonti di energia non rinnovabili a fonti rinnovabili si iscrive in un quadro ecologico, economico e sociale ampio, che da una parte prevede la transizione energetica con la costruzione di un nuovo modello di organizzazione sociale basato sull’uso di energie rinnovabili, sul risparmio energetico e l’efficienza dei consumi, dall’altra impone la salvaguardia e il rispristino della salute degli ecosistemi, la cui distruzione mette a rischio la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra. Un biodistretto è l’ambito ideale dove realizzare questa transizione in maniera equilibrata e condivisa.
In consonanza con le proposte del nuovo PER Lazio, il futuro sviluppo delle energie rinnovabili nel Biodistretto dovrebbe puntare su risparmio ed efficientamento energetico, fotovoltaico su tetti in aree urbane e industriali, minieolico su terra, geotermia soltanto di bassa entalpia e grandi impianti eolici off-shore. Questi ultimi, posti sulla costa tirrenica laziale a pochi chilometri dai confini del Biodistretto, renderebbero superflui i grandi impianti eolici su terraferma, che comportano comunque gravi criticità ambientali. Riguardo alla geotermia a media e alta entalpia, questa non è proponibile nel comprensorio del lago, dove, a causa della geologia complessa e dell’alta sismicità naturale, si avrebbero rischi gravi e non quantificabili: di depauperamento e inquinamento di falde acquifere superficiali, di inquinamento di aria, acque e suolo, e di terremoti distruttivi.
Il Biodistretto può dotarsi di strumenti di pianificazione condivisi che facilitano e rendono economicamente attraente la realizzazione di queste proposte alternative del PER, permettendo di evitare un’ulteriore antropizzazione del paesaggio causata da grandi impianti fotovoltaici ed eolici su terreni agricoli. In questo senso il nostro Biodistretto sostiene la creazione di “comunità energetiche” definite quali coalizioni di utenti “…che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso impianti energetici locali”. I principi di base di tali comunità, che possono avere una dimensione da grande condominio fino a un consorzio di comuni, sono decentramento e governance locale con il coinvolgimento attivo e solidale dei cittadini. Le comunità energetiche rappresenterebbero un importante passo avanti in direzione di uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita di energia, che favorirà lo sviluppo di energia a chilometro zero e di reti intelligenti (smart grid).
Oltre a promuovere l’uso di fonti di energia rinnovabili, il Biodistretto vuole contribuire in modo significativo alla lotta contro il cambiamento climatico, favorendo usi del suolo e tecniche agricole che riducano l’emissione di Gas Serra (GS). A livello mondiale, il settore dell’agricoltura è quello che emette più GS di tutti gli altri. Vanno implementati, in impianti diffusi di piccola scala, l’uso energetico di scarti vegetali locali, di biogas, di biochar e del riscaldamento da compost.
Nel Biodistretto lavoreremo per attuare una transizione energetica su scala locale cercando di sviluppare modelli di produzione di energia incentrati su fonti rinnovabili dimensionate alle nostre realtà territoriali.