Approfondimento incontro presso il Consiglio Regionale del Lazio relativo ai mega impianti eolici e fotovoltaici
MegaEolico e fotovoltaico nella Tuscia: un incontro presso il Consiglio Regionale del Lazio per la tutela del territorio
Nella mattina dello scorso 23 ottobre 2023, presso il Consiglio Regionale del Lazio, è stata convocata in audizione la XII Commissione consiliare permanente “Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione”. Le rappresentanze dei territori della Tuscia e dell’Orvietano, in massiccia presenza, hanno portato all’attenzione del Consiglio Regionale un problema ben noto: diverse imprese, prevalentemente del nord, piccole o sconosciute, con capitali sociali risibili, continuano a presentare progetti per l’installazione di mega parchi eolici e fotovoltaici che, se approvati, porteranno una ferita insanabile al patrimonio culturale e paesaggistico dei nostri territori.
Comitati, associazioni, Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, sindaci, assessori, e il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi hanno partecipato all’audizione presieduta dal consigliere Nazzareno Neri.
Difficile visualizzare l’impatto negativo della realizzazione dei progetti.
Dobbiamo cercare di “vedere” decine di torri eoliche alte poco meno della Torre Eiffel a poche centinaia di metri dai nostri borghi e dal lago di Bolsena. Dobbiamo pensare a basi di cemento di migliaia di metri cubi, a cablaggi di chilometri attraverso boschi, campi, torrenti. Dobbiamo considerare il rumore, l’impatto sul territorio per la costruzione e per il futuro smaltimento di questi nuovi rifiuti industriali.
Ma il clima dell’audizione è stato tutt’altro che di rivolta.
La volontà dei partecipanti è di non essere e non apparire ambientalisti naïf che disconoscono le esigenze della transizione energetica.
Come non capire che il futuro della Tuscia, futuro anche economico, è la conservazione di un patrimonio che sta diventando sempre più raro? E se la Regione e l’Europa finanziano progetti per rendere i borghi attraenti e attrattivi, per promuovere il lavoro agricolo, come non vedere la contraddizione nel sottrarre terra fertile per convertirla a suolo impermeabile?
Più volte i partecipanti hanno fatto proposte operative per conciliare le esigenze di uno sviluppo sostenibile.
Risulta allora necessaria una moratoria sull’autorizzazione delle centinaia di progetti arrivati alla Regione. “Perché ancora installazioni di pale eoliche nella Tuscia se nel Viterbese già è presente il 78 % degli impianti di tutta la regione?
Perché questa concentrazione di impianti in un’area “che ha già dato”? “
Lo hanno ribadito in molti dei partecipanti. E perché la Tuscia è oggetto di altri progetti per impianti geotermici e di stoccaggio di rifiuti radioattivi?
La moratoria dovrà servire a disegnare un piano di distribuzione ragionevole e razionale dei nuovi impianti per la transizione ecologica. La Regione e i Comuni dovranno in primo luogo individuare le aree idonee e non idonee. La Regione potrà aiutare i sindaci ad avviare un processo democratico di condivisione delle informazioni con i cittadini, perché i cittadini stessi prendano decisioni consapevoli.
Associazioni e sindaci hanno ricordato che, se fossero autorizzati tutti gli impianti richiesti, i “parchi” eolici con circa 900 pale e il fotovoltaico coprirebbero 86 chilometri quadrati di territorio.
I sindaci presenti (Andrea Di Sorte vicesindaco di Bolsena, Giuseppe Cesetti sindaco di Canino, Giuseppe Ciucci sindaco di Farnese, Francesco Di Biagi sindaco di Latera, Maurizio Lacchini sindaco di Marta, Giulia De Santis sindaca di Montefiascone, Roseo Melaragni sindaco di Piansano, Roberto Pinzi sindaco di Proceno, Massimo Bambini sindaco di San Lorenzo Nuovo, Luigi Serafini vicesindaco di Tarquinia e coadiuvato dall’avv. Marchetti, Ermanno Nicolai sindaco di Tessennano, Fabio Bartolacci sindaco di Tuscania) si sono dimostrati coesi e, insieme al Presidente della Provincia Romoli, hanno espresso la loro netta contrarietà a questo tipo di sviluppo, denunciando la loro impotenza a fermare l’attuazione dei progetti perché privi di strumenti efficaci. Alcuni di loro hanno addirittura riferito di casi in cui hanno scoperto di avere progetti già approvati nel proprio Comune senza esserne stati informati!
Gabriele Antoniella, presidente del nostro Biodistretto Lago di Bolsena, ha ribadito il ruolo dell’associazione quale punto di riferimento per il territorio e di promozione di alternative valide alle scelte di impianti industriali: la transizione energetica deve essere attuata, ma in maniera dimensionata e intelligente, utilizzando le zone già perse da un punto di vista agroecologico, che purtroppo ormai risultano essere già tante.
Per i comitati e le associazioni sono intervenuti:
Roberto Mancini (Coordinamento Ambientale Tuscia), George Wallner (Bleu Bolsena Lago d’Europa), Stefano Aluffi Pentini (Verde Tuscia), Gabriele Antoniella del nostro BDLB, Luigi Favale (Assotuscania) e Oreste Rutigliano (Italia Nostra).
Il rappresentante dell’ANEV, Davide Astiaso Garcia della Sapienza Università di Roma, ha invece giustificato la richiesta di installazione di tanti impianti come risposta agli obiettivi stabiliti a livello nazionale da raggiungere entro il 2030.
Ha poi preso la parola Margherita Eichberg, Sovrintendente Archeologica per l’Etruria Meridionale (presente con il suo staff tecnico arch. Yuri Strozzieri, arch. Federica Cerroni, dott.ssa Simona Carosi), che ha denunciato la difficile situazione in cui si trova a operare la Sovrintendenza, le cui azioni a tutela del territorio vengono spesso ignorate, con conseguente depauperamento del valore storico, artistico e culturale di enormi superfici e di siti dal grande valore paesaggistico.
L’on. Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura e assessore di Viterbo, ha chiesto con veemenza al presidente Rocca di rispettare gli impegni presi con la DGR n. 171, sottolineando ancora una volta che la Provincia di Viterbo è satura. Un territorio che, per le sue caratteristiche paesaggistiche e storiche, Sgarbi ha definito “sacro”, incitando anche ad una eventuale rivolta civica per bloccarne lo scempio. Ha denunciato il rischio che la Tuscia possa infatti subire una devastazione del paesaggio come già avvenuto in Puglia e in Sicilia, dove hanno permesso l’installazione di centinaia di mega-pale e sacrificato centinaia di ettari di terreno con pannelli fotovoltaici.
Molti dei partecipanti hanno espresso apprezzamento al Consiglio Regionale, e al presidente Nazzareno Neri in particolare, per aver accolto la richiesta di audizione e per la disponibilità mostrata a prendere in seria considerazione le istanze dei partecipanti.
Quanto prima le istanze saranno portate all’attenzione del presidente Francesco Rocca, che con la Delibera di Giunta n. 171 del 12 Maggio 2023 ha formalmente evidenziato la sproporzione nella distribuzione degli impianti fra le province del Lazio (Viterbo 78.08%, Latina 13,70%, Roma 6,58%, Frosinone 1,64%, Rieti 0).
I partecipanti all’Audizione, compatti, auspicano che la Delibera sia solo l’inizio di un processo che porti alla moratoria di tutti i progetti e alla definizione delle aree idonee all’istallazione dei nuovi impianti.
Redazione BDLB