21 comuni della Tuscia nell'elenco del CNAI
News

CNAI: DI NUOVO, SENZA ESSERE STATI ASCOLTATI!

“La misura è colma”

21 COMUNI DEL VITERBESE NELL’ELENCO DEL CNAI

Si chiama proposta di Carta Nazionale delle Aree idonee (Cnai) l’elenco pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che nomina le 51 aree adatte a ospitare il deposito definitivo dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività: 100 mila tonnellate di scorie nucleari da collocare da qualche parte in l’Italia.

Elaborata dalla Sogin e approvata dall’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (Isin), la lista dei siti considerati idonei coinvolge Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna, Piemonte e, soprattutto, Lazio, anzi soprattutto Alta Tuscia, provincia di Viterbo.

A far due conti si fa presto: 21 comuni del viterbese fanno più della metà dei siti scelti a livello nazionale! E ci si chiede a questo punto quante delle 100 mila tonnellate arriveranno nella nostra parte di Deposito nazionale e Parco tecnologico.

La Tuscia sembra attrarre un vero parco dei divertimenti pericolosi, considerando anche le altre servitù prestate dai nostri territori. Il tutto a dispetto dei valori di assoluto pregio costituiti di bellezze naturali, paesaggistiche e storiche di cui è ricchissima.

Impressionante che sia Sogin che Ministero abbiano ignorato completamente le numerose e articolate osservazioni negative al progetto sollevate dai Biodistretti, dai rappresentanti dell’imprenditoria locale, soprattutto agricola e agrituristica, dall’associazionismo locale; così come ignorati sono rimasti i pareri negativi presentati dall’Università degli Studi della Tuscia e riportati in documenti scientifici e tecnici di rilievo. Nel Viterbese sono ben 35 i sindaci che hanno chiesto chiarimenti al Ministro Gilberto Pichetto Fratin, senza ottenere peraltro alcuna attenzione.

Il Biodistretto Lago di Bolsena e i 18 Comuni che ne fanno parte sono anche essi firmatari inascoltati della richiesta di chiarimenti. Per dirla con Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, ‘la misura è colma’.

Le politiche territoriali, finanziate anche con fondi PNRR e che mirano a rilanciare l’economia delle aree interne attraverso azioni sostenibili legate al turismo e all’agricoltura biologica, vengono a trovarsi di fatto contrastate in maniera schizofrenica dalle politiche di interesse nazionale. Queste ultime impongono azioni sul territorio capaci di vanificare tutte le strategie di sviluppo virtuoso proposte in maniera partecipativa attraverso le politiche locali. La spinta è esattamente opposta a ciò che si dovrebbe con il buon senso operare in zone intrinsecamente ricche di biodiversità, di importantissime risorse idriche, di biocenosi forestali e agrarie protette dalla diffusa adozione dell’agricoltura biologica.

Perché non ispirarsi al modello proposto dai Biodistretti? È un modello prospero di ricchezza giusta e sostenibile, l’Europa lo appoggia così come le amministrazioni regionali e le comunità locali.

L’elenco contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee è un oltraggio a tutta la Tuscia  e al suo operato pluridecennale verso uno sviluppo sostenibile basato sulle risorse ambientali e sui valori intrinseci al suo territorio.

La misura è ormai colma!

Non ci fermeremo qui.

Gabriele Antoniella